| Itinerario
Cima Garibaldi, Lempruchlager e Lago d'Oro |
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| 1916,
Panoramica vista dalle Cima Garibaldi sui trinceramenti Imperiali al Passo
dello Stelvio. Origine: http://homepage.sunrise.ch/homepage/schwitte/ e www.unfortunate-region.org Gentilmente messo a disposizione da Oswald Schwitter, Marco Hoveling e Peter van den Heuvel |
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Il
Rifugio Garibaldi
sulla Cima Garibaldi (2'860 m.s.l.m.). È situato quasi allo stesso posto dove si trovava l’Hotel Dreisprachenspitze (30.8.2003). |
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| I
resti degli ostacoli di filo spinato Imperiali sulla Cima Garbali, distante
solamente qualche metro dal Rifugio (30.8.2003). |
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| Il
Rifugio Garibaldi
ed i resti del trincerone Austriaco (30.8.2003). Fu chiamato “Schweizergraben” (= trincea degli svizzeri), dato la vicinanza della frontiera svizzera. Gli Imperiali sfruttarono questa circostanza per potersi proteggere meglio dagli attacchi italiani. La breve distanza fino al confine rendeva il bombardamento o un attacco molto difficile. Bastava che le granate italiane sorvolassero il territorio neutrale elvetico per provocare delle serie complicazioni diplomatiche. Purtroppo non si riconosce più molto. |
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| l
terreno conteso presso il valico stradale dello Stelvio. L’alberghetto
svizzero alla Dreisprachenspitze è ancora intatto. A destra in
basso invece si vedono già le distruzioni causate dal bombardamento
Italiano. Sullo sfondo si riconosce l’Ortles. Sulla sua vetta gli
Imperiali collocarono il pezzo d’artiglieria più alto di
tutta la Prima Guerra Mondiale!!! In alto a sinistra si intravede il trincerone
detto "Schweizergraben". |
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Origine:
libro Il
Capitano sepolto nei Ghiacci p.206 Gentilmente messo a disposizione dalla casa editrice Alpinia |
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| Primo
piano del trincerone Origine: libro Il Capitano sepolto nei Ghiacci p.206 Gentilmente messo a disposizione dalla casa editrice Alpinia |
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| Lo
“Schweizergraben” fu costruito con reti di trincea che furono
riempiti con sassi e ghiaia. Qui sono ben visibili (30.8.2003). |
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| Un’ulteriore
immagine dello „Schweizergraben“. Purtroppo anche qui non
è quasi più visibile. Sulla cresta si trova già la frontiera svizzera (30.8.2003). |
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Il valico stradale dello Stelvio. Si riconosce
l’ancora intatto alberghetto svizzero della Dreisprachenspitze,
il trincerone detto “Schweizergraben” ed in basso a destra
il distrutto Hotel Fredinandshöhe. Origine: libro Il Capitano sepolto nei Ghiacci p.180 Gentilmente messo a disposizione dalla casa editrice Alpinia |
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Primo
piano del trincerone austriaco, dell’Hotel Dreisprachenspitze
e del Hotel Ferdinandshöhe distrutto. Origine: libro Il Capitano sepolto nei Ghiacci p.180 Gentilmente messo a disposizione dalla casa editrice Alpinia |
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| Le
fondamenta dell’alberghetto Dreisprachenspitze oggi solamente qualche
metro accanto al Rifugio
Garibaldi (30.8.2003). |
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L’alberghetto
sulla Dreisprachenspitze. Dato il fatto che era situato su territorio
elvetico, gli svizzeri lo usarono come caserma per le loro truppe, che
avevano il compito di proteggere il confine contro irruzioni nemiche.
Si riconoscono pure i pali che marcano il confine tra la Svizzera e l’Impero
Austro-Ungarico. |
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Origine:
libro Il
Capitano sepolto nei Ghiacci p.208 Gentilmente messo a disposizione dalla casa editrice Alpinia |
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