L’Alpino ed il Mulo

Giacomo Pesenti combattente nella zona dello Stelvio racconta:


Agosto 1915

Incominciarono le separazioni (dai compagni; annotazione mia). Alcuni vennero inviati di pattuglia verso il Gavia, altri verso la Val Cedech, ed altri ancora destinati alle salmerie. Io dovetti fare servizio per oltre un mese con gli sconci (mulattieri) e mi affidarono un mulo particolarmente difficile. Ero di courvé tutti i giorni per portare i rifornimenti sia al Gavia che ai Forni (Valle di Forni; annotazione mia). Il ritorno, normalmente, lo facevo a dorso di mulo. Una volta mi capitò, che il mulo, rifiutando i miei ordini, si precipitasse in discesa lungo la stretta mulattiera, deciso a raggiungere il fondo valle prima degli altri. Io lo montavo come fossi ad un rodeo, ma ero preoccupato di finire incollato sulla maestà della porta della stalla, qualora non fossi stato in grado di arrestarlo per tempo. Finalmente, vista una valletta colma di neve, con uno strattone riuscii a farlo cadere e il mulo finì con tutta l’incollatura sprofondata nella neve fresca. Allora mi vendicai e preso un grosso ramo di pino, gli diedi una sonora lezione, ma lui scappò e a me rimase il compito di raccogliere tutto ciò che nella sua folle corsa aveva seminato per strada. Stanco, trafelato, con il basto e i finimenti a spalla, giunsi alla stalla. Gli elargii il saldo, stando a rispettosa distanza dai suoi zoccoli. Fu l’occasione per conoscerci meglio, infatti in seguito mi si affezionò al punto che, sentendo la mia voce quando entravo nella stalla, spostava gli altri muli per farmi spazio. Imparai così anch’io ad apprezzare le bestie più di certi uomini che in seguito ebbi la ventura di conoscere.

tratto dal libro Vita di Guerra della guida Ardita Giacomo Pesenti Eroe dei Ghiacci p. 28 / 29

 
Giacomo Pesenti volontario Alpino col mulo di nome "Nelo"
origine:Vita di Guerra della guida Ardita Giacomo Pesenti Eroe dei Ghiacci p. 28
 
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