| L’Alpino
ed il Mulo |
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| Giacomo Pesenti combattente nella zona dello Stelvio racconta: … Incominciarono le separazioni (dai compagni;
annotazione mia). Alcuni vennero inviati di pattuglia verso
il Gavia, altri verso la Val Cedech, ed altri ancora destinati
alle salmerie. Io dovetti fare servizio per oltre un mese
con gli sconci (mulattieri) e mi affidarono un mulo particolarmente
difficile. Ero di courvé tutti
i giorni per portare i rifornimenti sia al Gavia che ai Forni
(Valle di Forni; annotazione mia). Il ritorno, normalmente, lo
facevo a dorso di mulo. Una volta mi capitò, che il mulo,
rifiutando i miei ordini, si precipitasse in discesa lungo la
stretta mulattiera, deciso a raggiungere il fondo valle prima
degli altri. Io lo montavo come fossi ad un rodeo, ma ero preoccupato
di finire incollato sulla maestà della porta della stalla,
qualora non fossi stato in grado di arrestarlo per tempo. Finalmente,
vista una valletta colma di neve, con uno strattone riuscii a
farlo cadere e il mulo finì con tutta l’incollatura
sprofondata nella neve fresca. Allora mi vendicai e preso un grosso
ramo di pino, gli diedi una sonora lezione, ma lui scappò e
a me rimase il compito di raccogliere tutto ciò che nella
sua folle corsa aveva seminato per strada. Stanco, trafelato,
con il basto e i finimenti a spalla, giunsi alla stalla. Gli elargii
il saldo, stando a rispettosa distanza dai suoi zoccoli. Fu l’occasione
per conoscerci meglio, infatti in seguito mi si affezionò al
punto che, sentendo la mia voce quando entravo nella stalla, spostava
gli altri muli per farmi spazio. Imparai così anch’io
ad apprezzare le bestie più di certi uomini che in seguito
ebbi la ventura di conoscere. tratto dal libro Vita di Guerra della guida Ardita Giacomo Pesenti Eroe dei Ghiacci p. 28 / 29 |
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Giacomo
Pesenti volontario Alpino col mulo di nome "Nelo" origine:Vita di Guerra della guida Ardita Giacomo Pesenti Eroe dei Ghiacci p. 28 |
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